14 ottobre 2008

17 settembre 2008

Italia dall'estero, con feed RSS e Podcast

Mi ha appena scritto Francesco di italiadallestero.info, a cui avevo chiesto se esistesse un feed RSS, lo strumento che serve per restare sempre aggiornati sui contenuti di un sito.

Ciao Andrea,
Abbiamo un feed RSS, si può trovare in fondo alla pagina o al link
http://italiadallestero.info/feed
Abbiamo anche un feed RSS audio (podcast) dove le notizie sono sia in formato di testo che in files mp3 da ascoltare
http://feeds.readspeaker.com/app/podcaster/redirect/feed/4091.xml
Buona lettura,
Francesco di italiadallestero
Per chi tra voi lettori non sapesse che cos'è un feed RSS: 

RSS è un formato standard in cui i siti pubblicano i propri contenuti. I feed RSS sono raggruppamenti di contenuti (notizie, ecc.) generalmente provenienti da un sito. 

È possibile "sottoscrivere" feed RSS di vari siti e raccoglierli in un unico programma, il quale può trovarsi sul computer, sul web, o sui telefonini più ricchi di funzioni. Tale programma si occupa di consultare i feed RSS a cui siete abbonati, scaricando automaticamente le notizie più nuove, tenendo traccia di ciò che avete letto e di ciò che non avete ancora letto. Come i programmi per navigare in internet si definiscono browser, la definizione di programmi che leggono feed RSS è "feed aggregator" o "RSS reader" cioè lettore di RSS.

Il mio feed aggregator preferito funziona su computer (sia Mac che Windows), su iPhone e su web, quindi mi consente di tenere traccia di ciò che ho letto e non letto indipendentemente da dove sto leggendo la notizia. Il sistema centrale è Newsgator, dove è necessario avere un account, i programmi sono i seguenti:
Io mi sono appena abbonato anche al feed RSS di Italia dall'estero, e presto mi abbonerò anche al PodCast.

I PodCast sono la stessa cosa dei feed RSS, solo che invece che un articolo vi viene trasmesso un MP3 da trasferire poi sul vostro lettore musicale preferito (iPod, iPhone, ma anche altri lettori MP3 non Apple) ed ascoltare in movimento. Così vi fate una specie di telegiornale portatile.

Caldamente consigliato!
Buona informazione libera a tutti.

Fiato sul collo a Lugo (RA), e siamo sul giornale



L'impegno di andare la sera a filmare il consiglio comunale e di passare un sabato pomeriggio a montare le 2 ore di girato in meno di 10 minuti di video (x Youtube) è servito a qualcosa.

La stampa locale ci ha dedicato un articolo. Sono soddisfazioni!
Il video di cui si parla è visionabile su Youtube e, per chi legge sul blog (chi legge nella mail non lo vede), qui di seguito.

11 settembre 2008

Solar Revolution: immagazzinare energie rinnovabili

Su Ecoblog è uscito il mio post Solar Revolution: immagazzinare energie rinnovabili.

Il Professor Daniel Nocera del Massachusetts Institute of Technology (MIT) ha trovato il modo di immagazzinare in modo efficiente l’energia prodotta da fonti rinnovabili.

Le energie rinnovabili sono disponibili in maniera discontinua, cioè solo mentre il sole irradia i pannelli fotovoltaici, nel caso dell’energia solare, o quando il vento soffia abbastanza velocemente contro le pale degli aerogeneratori, nel caso dell’energia eolica.

Per rendere fruibile l’energia anche di notte e quando il vento non spira occorre stoccarla, ma questo passaggio implica una perdita di energia. Il Professor Nocera ha trovato il modo di ridurre al minimo tale perdita, rivoluzionando il modo in cui potremmo utilizzare l’energia nelle nostre case.
Continua a leggere il mio post su Ecoblog: Solar Revolution: immagazzinare energie rinnovabili

9 settembre 2008

La TV australiana ABC sul V-day, Beppe Grillo e la politica italiana



Beppe Grillo nel post Colpetto di Stato, oltre a denunciare la legge passata 2 anni fa sotto il precedente governo Berlusconi, che diminuisce la pena del colpo di stato da 12 a 5 anni e punisce solo nel caso in cui il colpo di stato avvenga in maniera violenta, ha presentato il video estratto dal servizio Foreign Correspondent della televisione australiana ABC sul V-day 2 di Torino.


Cito:
Il 25 aprile 2008 le televisioni di tutto il mondo hanno ripreso il V2 Day a Torino. In Italia lo ha ripreso in circuito chiuso solo la Digos. La televisione australiana ha trasmesso un servizio di un'ora. Anche gli aussie sanno cosa succede nel Bel Paese. Ho estratto e sottotitolato dieci minuti di trasmissione. E’ uno spettacolo!
E' davvero uno spettacolo. Potete vederlo qui sopra, oppure seguendo questo link: Foreign Correspondent - ABC - Australia.

I miei primi passi su Ecoblog!


Ciao lettori,

segnalo i miei primi 2 post sul blog Ecoblog della testata Blogo:
Ebbene sì, sono diventato un blogger di Ecoblog, il ché ha la sua importanza..
Presto creeremo una rubrica sulla creazione e gestione di un orto biologico.

Continuerò comunque a postare i link ai miei post anche su questo blog.

2 settembre 2008

Youtube fa paura al governo?



ANSA: Grazie a Youtube fabbricano molotov

(ANSA) - ROMA, 1 SET - La polizia ha arrestato a Roma 5 giovani sorpresi a tirare tre molotov contro un muro. Avevano imparato a fabbricarle grazie a Youtube. I responsabili del gesto sono cinque giovani, tra i 17 ed i 18, arrestati per fabbricazione e detenzione di armi da guerra. Hanno ammesso di averlo fatto soltanto per divertimento perche' dopo aver visto su Youtube come si realizzava una bottiglia incendiaria hanno voluto anche loro provare a costruire i rudimentali ordigni (FOTO ARCHIVIO).
Prima la causa Mediaset contro Youtube, ed ora questa demonizzazione del sito di condivisione video, dritta nel titolo. Quanto manca al giorno in cui Youtube verrà demonizzato e, quindi, oscurato dallo stato italiano?

I nostri leader politici hanno paura dei 17-18 enni che fabbricano Molotov per curiosità, oppure dei 44 enni che di nome fanno Marco e di cognome Travaglio, e che mettono in circolazione video come Alitalia: una Commedia Italiana (consigliato!), vera Molotov mediatica contro la campagna marketing del governo che vuole celare le malefatte con un velo di finta genialità?

Vi aiuto a rispondere alla domanda.

Se avesse paura delle nuove generazioni, investirebbe nell'educazione, anziché fare tagli da milioni di euro alla scuola. E invece, temo che l'attuale governo desideri un popolo di menefreghisti ignoranti, facilmente influenzabili con calcio, veline e reality show.

Youtube resisti, oramai sei la nostra unica fonte di vera informazione.

29 agosto 2008

Honda FCX Clarity è sulle strade. È la prima auto ad idrogeno con celle a combustibile.



Honda FCX Clarity, la prima auto ad idrogeno con celle a combustibile, è finalmente sulle strade. Trattasi di un automobile ad emissioni zero progettata dagli ingegneri di Honda senza rifarsi ad alcun modello di autovettura precedentemente esistente (come invece è accaduto con la BMW Hydrogen 7). Sono stati quindi messi da parte i classici canoni di progettazione, per creare qualcosa di veramente nuovo dal nulla. Risultato: dal suo tubo di scappamento escono solo vapore acqueo e calore, proprio lo stesso che si forma quando si fa una doccia calda.

Il rifornimento si fa con l'idrogeno che la cella a combustibile utilizzerà per creare una corrente elettrica, la quale andrà ad alimentare l'efficiente motore elettrico. Con un pieno si immettono nel serbatoio 4 kg di idrogeno con i quali si possono percorrere fino a 450 km. Guarda l'animazione sul funzionamento di Honda FCX Clarity.

È possibile riempire il serbatoio della vettura presso i distributori di idrogeno presenti sul territorio sudcaliforniano, sul quale l'auto circolerà inizialmente, e prossimamente a casa propria. Honda sta infatti sviluppando un sistema per creare l'idrogeno in casa, denominato Centrale Energetica Domestica (Home Energy Station) che di fatto rifornirà la vettura direttamente in garage mentre erogherà energia per la propria abitazione. Scopri Honda Home Energy Station.

L'automobile NON è un prototipo, si tratta di una vettura collaudata e circolante su strada. I problemi di sicurezza legati all'idrogeno, decantati da molti sostenitori del petrolio, sono stati risolti. Ad esempio, In caso di collisione, viene creato il black-out delle linee ad alta tensione che, quindi, vengono elettricamente isolate in modo automatico. Ulteriori informazioni sulla sicurezza dell'impianto ad idrogeno (in lingua inglese).

Il sito della Honda FCX Clarity propone foto degli esterni e foto degli interni, mentre nella sezione video sono presenti alcune dimostrazioni e lo spot televisivo, in cui è stata riprodotta una sparatoria... acquatica.

Come anticipato, la vettura verrà inizialmente venduta solo in California, lo stato americano che grazie al suo governatore Arnold Schwarzenegger (sì, proprio Terminator...) gode di una linea politica orientata alla salvaguardia dell'ambiente.
Una ristretta cerchia di cittadini potrà averla in leasing a fronte di un pagamento mensile di 600,00 $ per tre anni, per un versamento complessivo di 21.600 $. I primi acquirenti sono stati Ron Yerxa and Annette Ballester (foto).
Da notare che al termine del leasing non è possibile acquistare la vettura (opzione d'acquisto). Il costo reale della vettura è infatti molto più elevato (si stima intorno ai 200.000 $) per via della scarsa economicità delle celle a combustibile, il cui costo verrà drasticamente abbattuto dal momento in cui verranno prodotte in serie.

Distributori di idrogeno stanno iniziando a sorgere, timidamente, in giro per il mondo. Oltre a quelli disponibili in California del sud, ne sono sorti alcuni in giro per l'Europa e in Italia, in Toscana (AGIP Grecciano), in Lombardia (Mantova), nel Lazio (Roma), in Puglia, mentre l'autostrada A22 (Modena - Brennero) sarà attrezzata entro il 2010.

Consiglio inoltre la lettura del post Produrre idrogeno come fanno le piante, ora si può, in cui ho parlato del gruppo di ricercatori che è riuscito a ricreare in laboratorio una specie di fotosintesi clorofilliana.

Nota: la tecnologia è nuova, ma odora di molti anni di reclusione nel cassetto di qualche magnate del petrolio. Beppe Grillo ne dimostrò la fattibilità già nel 1995 mettendo sul palco di un suo spettacolo un furgoncino ad idrogeno e facendo i fumenti per il raffreddore dal tubo di scappamento (video), con tanto di Vicks Vaporub, a riprova del fatto che dal tubo di scappamento esce unicamente vapore acqueo. Lo spettacolo venne trasmesso televisivamente su Telepiù. Fu una delle ultime apparizioni TV di Beppe Grillo. Coincidenza?

26 agosto 2008

Italia prima negli sprechi d'acqua - ecco come migliorare



Su Ecoblog.it leggo il post Italiani grandi consumatori d'acqua ed apprendo quanto segue:

Quotidianamente circa il 28% (8 litri) finisce nello sciacquone del bagno; Il 23% dell'acqua è usato per pulizie personali (bagno, doccia, denti e mani); il 14% per lavaggio (vestiti, biancheria, piatti e pentole); il 14% nelle annaffiature; il 13% per usi di cucina (cottura); l’8% in perdite di impianti.
Ecco allora alcune regole e alcune buone abitudini da seguire.


REGOLE PER IL RISPARMIO IDRICO

Riduci il getto d'acqua

Qualunque cosa tu debba fare, dal lavaggio dei piatti a quello personale, se non ti serve tutta la potenza del getto d’acqua, aprilo solo a metà!

Non lasciare scorrere acqua pulita

La regola generale è che l'acqua pulita che finisce nello scarico è uno spreco.

Non temere di aprire e chiudere il rubinetto più volte nel giro di un minuto, o di raccogliere l'acqua pulita dentro un recipiente.

Vedi la sezione BUONE ABITUDINI più in basso in questo post.

Lava piatti e vestiti a pieno carico

Usa la lavastoviglie e la lavatrice solo a pieno carico.

Se questi elettrodomestici sono vecchi, quindi di bassa classe energetica, valuta di cambiarli con gli equivalenti di classe A. Il tuo investimento verrà ripagato nel tempo con i risparmi sulla bolletta.

Risparmia anche quando non sei a casa tua

La scusa "tanto non pago io" non è sufficiente per non essere responsabili. Risparmia acqua anche in ufficio, e quando sei in vacanza. Una persona cosciente, è diligente anche quando il risparmio non si riflette direttamente sul tuo portafogli.


BUONE ABITUDINI

Quando ti lavi i DENTI

Apri l'acqua solo quando lo spazzolino è sotto il rubinetto, poi richiudilo. Sì, ogni volta. Altrimenti l'altra mano a che ti serve?

Quando fai la DOCCIA CALDA

L'acqua esce subito calda dalla tua doccia? Se non è così, recupera l'acqua fredda in un recipiente! Ti stupirai di quanta ne esce.

Puoi raccoglierla:
  • in una pentola vuota, poi cuocerci la pasta;
  • in un secchio, poi lavarci i pavimenti, o i vestiti, o raderti, o se proprio non ti serve, fare le veci dello sciacquone del WC
Non dimenticare di chiudere l'acqua della doccia mentre ti insaponi.

Quando lavi i PIATTI

Quando lavi i piatti, usa una bacinella per raccogliere l'acqua calda e utilizzala per lavare tutti i piatti.

Poi, risciacqua pure con l'acqua corrente (fredda), magari "a cascata", riducendo il getto d'acqua.

Se hai abbastanza piatti da riempire la lavastoviglie, usarla potrebbe essere conveniente.

Quando tiri lo SCIACQUONE

Quando tiri lo sciacquone, raramente serve tutta l'acqua in esso contenuta. Chiudi l'acqua con lo "stop" appena è stata versata acqua a sufficienza.

Se la tua cassetta del WC non ti permette di farlo, valuta di cambiarla con una di questo tipo. Il tuo investimento verrà ripagato nel tempo con i risparmi sulla bolletta.

L'addio di Antonio Padellaro

Riporto l'editoriale di Antonio Padellaro, ex direttore dell'Unità.

Scrivo il mio ultimo articolo da direttore de l’Unità.
Da lunedì prossimo - così ha deciso la proprietà e così annuncia il comunicato dell’azienda - a dirigere questo giornale sarà Concita De Gregorio a cui rivolgo auguri sinceri di buon lavoro. Scrivo il mio articolo più difficile perché difficile è separare l’emozione che provo rivolgendomi per l’ultima volta a voi cari lettori dalla riflessione necessaria, nell’atto del commiato, su questi miei sette anni e mezzo qui a l’Unità.
***
Mi considero un giornalista fortunato. Ho lavorato in grandi testate e con grandi direttori da cui ho cercato di imparare tutto ciò che l’amore per questo mestiere, da solo, non poteva insegnarmi. Ma è stato l’ultimo mio direttore, Furio Colombo, a farmi comprendere quale e quanta straordinaria energia possa scaturire dall’eccellente uso della parola scritta quando essa si sposa alla limpida passione civile, al coraggio delle proprie idee, alla difesa delle ragioni dei lettori sopra ogni altra cosa.
Risorta il 28 marzo 2001 dalle proprie ceneri quando per tutti era ormai spacciata, l’Unità di questi anni è stata, ed è, assai più di un semplice quotidiano, frutto del contributo di molti. L’intuizione di Alessandro Dalai. Il coraggio di un pugno di imprenditori capitanati da Marialina Marcucci e Giancarlo Giglio. La dedizione dell’amministratore delegato Giorgio Poidomani. Intorno, un quadro economico precario caratterizzato dalla scarsezza di introiti pubblicitari, vera pietra al collo per un quotidiano costretto ogni giorno a misurarsi con dei colossi editoriali. Ma, sopra tutto, l’orgoglio e la tenacia di una redazione impegnata ogni giorno a difendere la storia e il prestigio del proprio giornale. Sì, il giornale fondato da Antonio Gramsci la cui direzione ha rappresentato per chi scrive un punto d’arrivo. Un privilegio. L’ho condiviso con tanti. Vorrei citarli tutti. Li rappresentano al meglio Pietro Spataro, vicedirettore vicario, e Rinaldo Gianola, vicedirettore a Milano. Con Luca Landò e Paolo Branca. Grandi professionisti e uomini veri.
Il risultato di questa felice combinazione umana e professionale è il giornale «politico» più venduto in Europa. Una media giornaliera di 48mila copie certificate nei primi sette mesi del 2008 (certo, meno delle 60mila vendute nel 2002; certo, più delle zero copie da cui eravamo ripartiti). Una platea giornaliera di 274mila lettori effettivi (dati Audipress 2008). Un giornale dalla forte identità e dall’innegabile peso politico. l’Unità si può amare o avversare ma tutti sanno che giornale è, quali idee esprime, quali valori difende, contro cosa e contro chi irriducibilmente si batte. È strano che, oggi, nel gran discutere che si fa sull’assenza di opinione pubblica in Italia e sul «vuoto di senso e di memoria» giustamente denunciato da eminenti leader democratici si dimentichi quanta opinione di un pubblico affezionato e appassionato abbia intorno a sé il giornale che state sfogliando.
Chi fa quotidianamente l’Unità, chi la impagina, chi la pubblica sa bene chi sono i suoi lettori.

Sono quelli che incontra alle Feste che io continuerò a chiamare dell’Unità. Quelli che ci stringono la mano e ci chiedono di andare avanti, di non lasciarli soli e di continuare a scrivere ciò che scriviamo.
Sono convinto che l’Unità che verrà sarà almeno altrettanto forte e almeno altrettanto apprezzata. Lo auguro di cuore ai colleghi e ai tanti amici che lascio e con i quali ho condiviso una straordinaria esperienza. E lo auguro a Renato Soru che ha il merito di aver creduto nel valore e nelle potenzialità di un giornale difficile e però unico.
Ma io ancora per un giorno sono il direttore di questa Unità, e ancora per un giorno ne canterò le lodi.
* * *
Tre fotografie porterò con me.
Nella prima, c’è il premier più ricco e più potente che mostra al suo pubblico e alle sue tv un giornale dalla inconfondibile striscia rossa e lo indica come il “nemico”. Un giornale perciò da «dismettere», come ha chiesto e preteso nella sua prima dichiarazione dopo il trionfo elettorale dello scorso 13 aprile. Che il premier più ricco e più potente, sul cui impero dell’informazione non tramonta mai il sole, non sia riuscito a domare questo piccolo grande giornale è motivo di orgoglio per tutti coloro che, ancora, sono riusciti a non farsi dismettere.
Ai tanti smemorati (anche nel campo a noi vicino) vorrei rammentare l’insostituibile funzione che l’Unità ha avuto, appena rinata, negli anni più duri dell’opposizione al secondo governo Berlusconi. Su queste colonne si è ritrovato un gruppo di firme coraggiose e autorevoli, provenienti dalle più diverse culture politiche. Dalle sponde più moderate a quelle più di sinistra ma che su questioni fondamentali, come la difesa della legalità e della Costituzione, hanno saputo parlare lo stesso linguaggio del lettorato ed elettorato riferimento naturale dell’Unità: quello dei Democratici di sinistra prima e del Pd poi. Il nome che li rappresenta tutti è quello di Paolo Sylos Labini, un grande uomo libero che aveva fatto suo, e nostro, il manifesto di Daniel Defoe: «Ho visto gente mettersi in combutta per distruggere la proprietà, corrompere le leggi, invadere il governo, traviare le persone e, per dirla in breve, schiavizzare e intrappolare la nazione; e allora ho gridato: “Al Fuoco”». Erede di questa cultura libera e liberale non a caso Marco Travaglio, con noi fin dall’inizio, è diventato un beniamino dei lettori.
Nell’aprile del 2006 pensammo che il fuoco fosse domato e la battaglia vinta. Salutando la vittoria di Romano Prodi titolammo: «Berlusconi addio». Ci sbagliavamo. Ma nessuno in quel momento poteva immaginare con quale grado di autolesionismo si sarebbe gettata alle ortiche l’occasione storica di sottrarre il nostro paese al dominio di una satrapia e restituirlo al novero delle democrazie occidentali. Per questo obiettivo continuerò, continueremo a fare i giornalisti.
l’Unità di questi anni ha cercato di mantenere un difficile punto di equilibrio nell’agitato mare del centrosinistra e ora del Pd. Rispetto e considerazione per l’appartenenza politica della maggior parte dei nostri lettori. Senza indulgenze o ammiccamenti. In piena libertà di stampa. Sempre pronti a castigare ridendo i nostri cari leader. Lo Staino quotidiano e il molto irriverente M sono lì a dimostrarlo.
* * *
La seconda istantanea è la prima pagina dell’Unità listata a lutto, con una moltitudine di nomi e di storie. I nomi e le storie dell’immensa e continua strage sul lavoro, vergogna nazionale.
Solo chi non ha mai letto veramente l’Unità può sostenere che il nostro sia stato, e sia il giornale di un antiberlusconismo pregiudiziale e fine a se stesso. Il pregiudizio è di chi ha preferito non vedere i danni prodotti dalla cultura padronale e reazionaria scaturita dai governi della destra. A questi attacchi, spesso di stampo fascista e razzista l’Unità, giornale del lavoro, dei diritti civili e dei diritti di libertà ha risposto, ogni giorno, colpo su colpo.
* * *
La terza immagine che porto con me è quella di Ingrid Betancourt finalmente libera. E non dimenticherò quanto mi hanno detto poche settimane fa a Roma la madre e la sorella della donna che l’Unità, raccogliendo migliaia di firme, ha proposto per il Nobel per la pace: «Grazie al vostro grande giornale».

Finisce qui. Il direttore di questo grande giornale si congeda. Grazie Unità.

L'Unità: le cose che non si dovevano dire

Il direttore de L'Unità è stato cambiato (cacciato), per volontà di Veltroni. Lo spiega bene Marco Travaglio in Le cose che non si dovevano dire, sul suo blog.

Stando a quanto scrive Travaglio, ho appreso che mi sbagliavo sul conto de L'Unità: è stato (e speriamo continui ad essere) un giornale davvero libero.

Critiche sul cambio di direttore:

Poi l'intervista di Walter Veltroni al Corriere della Sera che, all’indomani dell’acquisto dell’Unità da parte di Renato Soru, auspicava un “direttore donna”, cioè il licenziamento di Padellaro (che purtroppo è maschio). Lì s’è avvertita la prima, violenta rottura: non è usuale che un segretario di partito licenzi un direttore di giornale e indichi le caratteristiche del successore, specie se quel giornale non appartiene né a lui nè al suo partito. Se, nell’autunno del 2002, pur provenendo da tutt’altra storia e tradizione, accettai con gioia la proposta di Colombo e Padellaro, mediata dal comune amico Claudio Rinaldi, di collaborare all’Unità con una rubrica quotidiana, fu proprio perché l’Unità non era più un giornale di partito, ma un giornale libero, che rispondeva soltanto ai suoi editori, direttori e lettori. Infatti in questi sei anni mi sono sentito libero di scrivere in assoluta autonomia, senza mai subire le benchè minima censura. Ora quel fatto da troppi trascurato - l’intervista di Veltroni - comporta una svolta non da poco, un peccato originale destinato inevitabilmente a incombere sul futuro.
E l'elogio a l'Unità:
Nell’Agenda Unica del Pensiero Unico del Padrone Unico, mentre la gran parte dell’opposizione dialogava o andava a rimorchio, l’Unità ha continuato a proporre pervicacemente un’altra agenda, un altro pensiero, un altro vocabolario. A dire le cose che, altrove, non si possono dire e a vedere le cose che, altrove, si preferisce non vedere. Nel paese dove, come ha detto efficacemente Gianrico Carofiglio all’Espresso, “da 15 anni Berlusconi è il padrone delle parole della politica”, perché “ha scelto lui i nomi con cui chiamare le cose e gli argomenti”, l’Unità portava ogni giorno in prima pagina altre parole, continuando ostinatamente a chiamare le cose col loro nome, non con gli pseudonimi berlusconiani e dunque “riformisti”: su questa Unità la guerra è guerra, non missione di pace; il separatismo è separatismo, non federalismo fiscale; il razzismo è razzismo, non sicurezza; il monologo è monologo, non dialogo; l’inciucio è inciucio, non riformismo; il regime è regime, non governo di destra con cui dialogare; i mafiosi sono mafiosi e i corrotti corrotti, non vittime del giustizialismo; i processi sono processi, non guerra tra giustizia e politica; le leggi incostituzionali sono leggi incostituzionali, non risposte eccessive a problemi reali; Mangano era un mafioso e chi lo beatifica non “fa una gaffe”: è come lui.
Meno male che ci sono ancora giornalisti come Marco Travaglio, e giornali che lo fanno scrivere. Speriamo che questi ultimi continuino ad esserci. Anche se tutti i colleghi del calibro di Travaglio sono già stato relegati al mondo virtuale dei blog e dell'informazione su internet.

22 agosto 2008

La nicotina e le api

Segnalo La nicotina e la morte delle api sul blog di Beppe Grillo.

Un estratto:
Albert Einstein disse: "Se l’ape scomparisse, all'uomo resterebbero quattro anni di vita".

Le api producono miele, pere, mele, pomodori, trifoglio, erba medica, latte, carne. Trasportano il polline e trasformano il mondo in cibo. Le api, un bioindicatore dell’ambiente, sono una specie a rischio. Oggi loro, domani noi.

Il Guardian nell’articolo “Honeybee deaths reaching crisis point” riporta che un terzo dei 240.000 alveari britannici è scomparso durante l’inverno e la primavera. Il ministro inglese Rooker ha dichiarato che, se non cambierà nulla, entro dieci anni non ci sarà più un’ape nell’isola. Le api contribuiscono all’economia britannica per 165 milioni di sterline all’anno per la produzione di frutta e verdura. Oltre al miele naturalmente.

La Honey Association prevede che il miele locale sarà finito in Gran Bretagna entro Natale. Riapparirà sulle tavole soltanto nell’estate del 2009.

La crisi è mondiale. Il maggior produttore di miele è l’Argentina che ha ridotto del 27% le sue 75.000 tonnellate annue. Negli Stati Uniti (-25% degli alveari nel 2008) e nel resto del mondo le api ci stanno lasciando. In Italia è una strage. Nel 2007 sono morte il 50% delle api, persi 200.000 alveari e 250 milioni di euro nel settore agricolo.

Ma non è una priorità. Gli inutili soldati nelle strade, il bavaglio alla Giustizia con la separazione delle carriere, le impronte ai bambini Rom, il lodo Alfano per la messa in sicurezza della banda dei quattro, gli inceneritori della Impregilo. Queste sono priorità!

Perché le api muoiono? Per l’ambiente, il clima, la varoa (un acaro), i pascoli trasformati in coltivazioni di soia per i biocarburanti, per i pesticidi, l’inquinamento dei corsi d’acqua. Gli alveari si spopolano per il fenomeno del CCD (Colony Collapse Disorder) perché la razza umana sta avvelenando il mondo.

Qualcosa in Italia si può fare e subito. Vietare l’uso dei pesticidi nicotinoidi. In Francia lo hanno già fatto. Sulle api hanno l’effetto della nicotina. Gli fanno perdere il senso dell’orientamento, non riescono a ritornare nell’alveare e muoiono.
Chi usa o produce un pesticida nicotiniode mette a rischio, oltre alle api, anche la nostra sopravvivenza. Datemi una mano, inserite nei commenti di questo post informazioni sui produttori, sugli utilizzatori, sulle conseguenze sull’ambiente.
Chi avvelena un’ape, avvelena anche te.
Approfondimenti:

Quando i petrolieri pensano alle rinnovabili




Il sindaco di New York, Michael Bloomberg, noto per l'impronta ecologica che sta imprimendo alla città, vuole installare alcuni aerogeneratori a New York. Per fare questo, si è rivolto al miliardario T. Boone Pickens, barone del petrolio, che sta iniziando a costruire il più grande parco eolico in Texas.

Proprio così, T. Boone Pickens, autore del libro intitolato "Il primo miliardo il più difficile" (mia traduzione di "The first billion is the harder"), occupatosi di petrolio per tutta la sua carriera, si sta dedicando alle energie rinnovabili.

Si legge sul sito di Mr. Boone:


T. Boone Pickens propone un piano energetico per l'America

Un messaggio critico da T. Boone Pickens: "L'America è in un buco e sta diventando ogni giorno più profondo. Importiamo il 70 per cento del nostro petrolio ad un costo di $ 700 miliardi di dollari l'anno - quattro volte il costo annuale della guerra in Iraq. Sono stato un uomo del petrolio tutta la mia vita, ma questa è un'emergenza di cui non saremo in grado trovare una via d'uscita.

Ma se creiamo una nuova rete di fonti di energia rinnovabile, siamo in grado di spezzare la nostra dipendenza dal petrolio estero. Il 20 gennaio 2009, un nuovo presidente giurerà. Se siamo organizzati, siamo in grado di convincere il Congresso a fare grandi cambiamenti verso risorse energetiche più pulite, meno costose e nazionali. Per ottenere questo, ho bisogno del vostro aiuto. Controllate il piano. Se pensate che valga la pena lottare per questo, ti invitiamo a prendere parte al nostro impegno, e incoraggiare tutti i tuoi conoscenti a fare lo stesso."


No, non voglio convincervi a dare dei soldi al miliardario, solamente a riflettere.

Che sia un segnale inequivocabile che di petrolio non ce ne sarà ancora per molto. Che il picco del petrolio sia stato finalmente superato?

Per ulteriori informazioni sul piano di Mr. Pickens, il sito è pickensplan.com.

Produrre idrogeno (anche per le auto) come fanno le piante. Ora si può.



Apprendo da Ecoblog che all'università di Monash, in Australia, sono riusciti a produrre in laboratorio la fotosintesi clorofiliana.

Da Wikipedia:

La fotosintesi clorofilliana è l'insieme delle reazioni durante le quali le piante verdi producono sostanze organiche a partire da CO2 e dall'acqua, in presenza di luce. Mediante la clorofilla, l'energia solare (luce) viene trasformata in una forma di energia chimica utilizzabile dagli organismi vegetali per la propria sussistenza.
Googlando "Monash fotosintesi" scopro un ANSA del 18 agosto 2008:
(ANSA) - ROMA - Per la prima volta e' stato riprodotto in laboratorio il processo con cui le piante immagazzinano energia.

Il gruppo dell'università australiana Monash, guidato da Leone Spiccia, ha riprodotto in laboratorio la fotosintesi clorofilliana usando la luce del sole per scindere l'acqua in idrogeno e ossigeno, proprio come succede nelle piante.

"La ricerca è importante perché - ha dichiarato Spiccia - potrebbe rivoluzionare il settore delle energie rinnovabili, rendendo l'idrogeno, il biocombustibile del futuro, meno costoso e più facile da produrre su scala commerciale".

Il team di esperti ha ricreato in laboratorio elementi e meccanismi della vita vegetale, sviluppando un sistema composto da un rivestimento in polimeri impregnato con un complesso di molecole (cluster) di manganese, sostanza essenziale per sostenere la fotosintesi nelle piante che utilizzano acqua, anidride carbonica e luce solare per sviluppare carboidrati e idrogeno.

I chimici hanno messo a punto del manganese preparato in laboratorio (stabilizzandolo con la membrana di polimeri) e lo hanno esposto alla luce del sole, a un potenziale elettrico di 1,2 volt e all'acqua.

"L'uomo e' stato in grado di dividere l'acqua in idrogeno e ossigeno per anni, ma noi lo abbiamo fatto per la prima volta utilizzando solo la luce del sole, un potenziale elettrico e del manganese", ha dichiarato Spiccia.

Il catalizzatore di assemblaggio e' rimasto attivo dopo tre giorni di uso continuo, ma ha dichiarato il professore, "l'efficienza del sistema, che ha comunque un enorme potenziale, deve essere ancora migliorata".
Per approfondire:

19 agosto 2008

La vera informazione



Oltre alle ANSA, Italia dall'Estero e al Blog di Beppe Grillo, oramai anche Voglio Scendere, blog redatto da Marco Travaglio, Peter Gomez e Pino Corrias, è entrato a far parte dei siti d'informazione nazionale che leggo (quasi) quotidianamente.

Se non lo leggi ancora con frequenza giornaliera, ti consiglio di farlo abbonandoti (gratuitamente) al feed RSS di Voglio Scendere. Avrete in cambio una visione quotidiana, chiara, concisa e documentata di quanto succede in Italia, giorno dopo giorno.

13 agosto 2008

E se Del Turco fosse colpevole?

Segnalo Arresti di prima classe una bella riflessione di Marco Travaglio sull'ineguaglianza del trattamento mediatico tra presunti colpevoli VIP e presunti colpevoli comuni cittadini.

11 agosto 2008

EcoDrive /2 - by FIAT e Microsoft




A parziale integrazione del mio precedente post, cercando su Google ho scoperto che EcoDrive è anche il nome di un sistema di risparmio carburante messo a punto da Microsoft e FIAT, per verificare l'impronta ecologica del proprio stile di guida.

L'auto memorizza i dati su chiavetta USB, che poi scaricano sul PC, si riceve una valutazione in centesimi del proprio stile di guida, e si può anche competere chiedendo di essere immessi in una classifica di quartiere, cittadina, regionale, nazionale, mondiale!

Per saperne di più:

PS: Voi ne avevate mai sentito parlare in Italia? Io no. Che ci sia solo sulle FIAT americane? Non me ne stupirei.

EcoDrive, come guidare l'auto in modo eco, nomico e logico.

Bastano alcune lievi modifiche al nostro abituale modo di guidare e un po' d'attenzione per evitare qualche pieno di benzina!

Adottando questa tecnica il consumo di carburante si riduce del 10-15% senza diminuire la velocità, si riduce l'usura del motore e si preserva l'ambiente.

"EcoDrive" è il termine inglese utilizzato anche da noi per indicare uno stile di guida su strada sicuro, economico, a basso impatto ambientale e a basso consumo di carburante.

Alcune regole dell'EcoDrive (a cura di Citroen Italia):

  • Avviate il motore del veicolo senza premere il pedale dell'acceleratore.
  • Dopo averlo avviato, non fate riscaldare il motore, ma mettetevi subito in marcia. In tal modo il motore raggiunge più rapidamente la sua temperatura d'esercizio.
  • Dopo aver avviato il veicolo in prima, e passate al più presto alle marce superiori fino a raggiungere la velocità desiderata (i motori dell'ultima generazione sono più elastici e girano a bassi regimi senza problemi). Potete inserire la quinta marcia anche nel traffico cittadino.
  • Cambiate subito marcia verso l'alto (al massimo a 2500 giri/min.) ma ritardate lo scalare verso il basso.
  • Guidate in modo previdente e rilassato.
  • Evitate brusche frenate ed energiche accelerazioni se non sono necessarie.
  • Cercate di mantenere una velocità possibilmente costante.
  • Mantenete il motore a bassi regimi.
  • Per frenare il veicolo utilizzate spesso l'effetto frenante del motore. In rilascio si elimina l'afflusso di carburante, mentre un motore in folle continua a consumare carburante.
  • Se dovete sostare a lungo, per esempio nei passaggi a livello oppure davanti a semafori rossi che durano a lungo, spegnete il motore.
  • Programmate in anticipo i vostri viaggi e rinunciate a superflui tragitti brevi. Altrimenti il motore del veicolo non raggiunge la sua temperatura d'esercizio e consuma un'eccessiva quantità di carburante.
  • Utilizzare il climatizzatore solo se necessario, questo aumenta del 20% il consumo del carburante e riduce eventuali perdite di HFC.
  • Controllare la pressione dei pneumatici ogni 5 pieni; minore è la pressione e più si consumano carburante e pneumatici.
  • Evitare di trasportare peso inutile e di modificare l'aerodinamicità del veicolo.
  • Acquistate veicoli a bassa emissione (sulle pubblicità spesso si leggono, in piccolo, i dati su consumi e anche su emissioni di CO2).
  • Fate la manutenzione periodica alla vostra vettura.
Via Lifegate

Aggiungo io:
  • per i tragitti brevi non usate la macchina, usate la bicicletta!
  • per i tragitti medi e con un singolo passeggero usate, se ne possedete uno, lo scooter! :)
Buon EcoDrive a tutti.

Riduci i consumi del PC: risparmia denaro e rispetta l'ambiente



Parte della campagna ambiente di Microsoft include il download del software Edison, un software che consente di impostare il vostro computer per risparmiare energia, semplicemente spostando una barra orizzontale.

Ecco come funziona: quanto più si sposta la barra verso "Save more", tanto più si risparmia. Immediatamente il software mostra il risparmio, su scala annuale, espresso in euro, kWh (kilowattora) e in CO2 (non) immessa nell'atmosfera.

Volendo affinare le cose: si possono impostare l'orario lavorativo e quello non lavorativo, ed impostare due livelli diversi di risparmio energetico per le due fascie orarie.

Scaricare, installare e configurare il software è facile e gratuito.

Ecco inoltre i 10 consigli per risparmiare con il Pc secondo Climate Savers Computing Initiative

  1. Non utilizzare uno screen saver. Gli screen saver non sono necessari sui monitor moderni e alcuni studi hanno dimostrato che consumano addirittura più energia di quanta non ne consumerebbe un monitor che si oscura quando non è in uso.
  2. Stai comprando un nuovo computer? Nell’acquistare il tuo PC e il tuo monitor fai dell’efficienza energetica la tua priorità.
  3. Controlla che ci sia l’etichetta ENERGY STAR oppure sfoglia il catalogo dei prodotti Climate Savers Computing.
  4. Riduci le impostazioni di luminosità del tuo monitor. L’impostazione di luminosità massima di un monitor consuma il doppio dell’energia utilizzata per l’impostazione minima.
  5. Spegni le periferiche come stampanti, scanner e diffusori audio quando non le utilizzi.
  6. Combatti l’energia nascosta: collega tutte le apparecchiature elettroniche in una sola ciabatta e spegnila quando hai finito di usare il computer.
  7. Utilizza un computer portatile invece di un desktop. I computer portatili consumano meno energia dei desktop.
  8. Chiudi le applicazioni che non usi e spegni il monitor quando non lo utilizzi.
  9. Utilizza un rilevatore di energia per scoprire quanta energia consuma effettivamente il tuo computer e per calcolare il risparmio effettivo.
  10. Stabilisci più combinazioni di risparmio energetico in base ai diversi modelli di utilizzo. Ad esempio, è possibile creare una combinazione per la riproduzione dei CD musicali che disattiva il disco fisso e il monitor immediatamente, ma senza mai far entrare il sistema in standby.
Buon risparmio!

Mese senza plastica

La giornalista inglese della BBC Christine Jeavans ha deciso di vivere per un mese senza acquistare o utilizzare plastica. Ed ha aperto un blog in cui, ogni giorno, descrive le sue (numerose) difficoltà: Month Without Plastic.

31 luglio 2008

Passaggio effettuato alle energie rinnovabili!

Dal 1° luglio sono passato al fornitore di energia elettrica LA 220 SpA con la tariffa per le utenze domiciliari denominata "Fiorespina".

Oggi, 31 luglio, ho ricevuto da Fiorespina una e-mail di conferma, che sono lieto di condividere con voi lettori.

Caro cliente,

complimenti, le confermiamo il passaggio dal suo vecchio fornitore di elettricità a Fiorespina, l'energia pulita.

Il cambio di fornitore è scattato esattamente alla mezzanotte tra l'ultimo giorno di giugno e il primo luglio 2008.

Da quella mezzanotte esatta i kilowatt che passano dal suo contatore sono messi nella rete attingendo da fonti rinnovabili (aria, acqua e sole) certificate RECS, senza bruciare niente.

Alla fine del bimestre invece della vecchia bolletta, riceverà una nostra fattura.

Se lei paga a mezzo banca, come quasi tutti i nostri clienti, non dovrà versare nessuna cauzione; si ricordi anche che ha diritto a ricevere indietro la cauzione precedente, da parte del vecchio fornitore, rivalutata al valore attuale del denaro.

Anche per quanto riguarda le letture del contatore, non cambia niente: il responsabile della lettura resta l'azienda di distribuzione (è un organismo che resta in capo all'Enel o alle ex Municipalizzate). Così chi vende e chi misura sono due aziende separate: è un meccanismo di salvaguardia del consumatore previsto dalla legge. Le letture ci vengono periodicamente comunicate dal Distributore e sulla base di esse noi emettiamo le fatture.

Se qualche lettura non ci arriverà regolarmente dal Distributore, utilizzeremo il sistema da lei indicato sul contratto: se lei ha scelto l'opzione "consumo certo" ci baseremo sulla sua autodichiarazione di consumo abituale, se invece ha preferito restare col vecchio sistema, indicheremo in fattura la lettura presuntiva calcolata dal Distributore. Alla lettura successiva, naturalmente, si ha il conguaglio.

Il prezzo da lei fissato resterà fisso per due anni; noti che nel tempo trascorso tra il lancio della nostra offerta Fiorespina (trimestre aprile-giugno) e la data attuale (trimestre luglio-settembre), le tariffe di paragone indicate dall'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas sono già aumentate del 6,5 %; dunque il contratto che lei ha sottoscritto, oltre ad essere buono eticamente, si sta dimostrando da subito anche economicamente molto vantaggioso, in modo da tutelare le famiglie italiane dai rincari di petrolio, gas e uranio.

Dubitiamo che lei avrà nostalgia delle vecchie tariffe e dei vecchi combustibili, comunque si ricordi che lei ha sempre il sacrosanto diritto di cambiare idea o di cambiare ancora fornitore, come è scritto nel contratto e previsto dalla legge. Ci piace stare con chi è contento di noi e nessuno si deve sentire obbligato, quindi non pretendiamo nessun vincolo se non quello dei tempi tecnici indicati dalla legge.

Ci congratuliamo con la sua scelta, che aiuta il Pianeta e l'ambiente.
Sicuramente lei sa che l'elettricità da fonte rinnovabile nel nostro paese è ancora molto scarsa, quindi è moralmente preziosa anche se lei la paga meno. Quindi anche se da oggi la corrente che la sua famiglia consuma non è più inquinante e clima-alterante, ugualmente vi raccomandiamo di usarla con intelligenza e parsimonia.

Cortesi saluti.
La 220 S.p.A.


In sintesi, il passaggio è stato indolore ed ora ricevo energia 100% verde pagandola molto meno di ciò che la pagavo prima, quando la acquistavo da HERA Comm SpA che la produce in maggior parte inquinando aria acqua e cibo.

Fancu1o HERA, viva LA 220! :)
Yuppiie! ;)

10 luglio 2008

Marco Travaglio su Piazza Navona

Cito dalla fonte:

Caro direttore,
quando tutta la stampa (Unità compresa), tutte le tv e persino alcuni protagonisti dicono la stessa cosa, e cioè che l’altroieri in Piazza Navona due comici (Beppe Grillo e Sabina Guzzanti) e un giornalista (il sottoscritto) avrebbero “insultato” e addirittura “vilipeso” il capo dello Stato italiano e quello vaticano, la prima reazione è inevitabile: mi sono perso qualcosa? Mi sono distratto e non ho sentito alcune cose - le più gravi - dette da Beppe, da Sabina e da me stesso? Poi ho controllato direttamente sui video, tutti disponibili su you tube e sui siti di vari giornali, e sono spiacente di comunicarti che nulla di ciò che è stato scritto e detto da tv e giornali (Unità compresa) è realmente accaduto: nessuno ha insultato né vilipeso Giorgio Napolitano né Benedetto XVI. Nessuno ha “rovinato una bella piazza”. E’ stata, come tu hai potuto constatare de visu, una manifestazione di grande successo, sia per la folla, sia per la qualità degli interventi (escluso ovviamente il mio).

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9 luglio 2008

Considerazioni sul "No Cav Day", 8 luglio 2008 a Roma in piazza Navona

Art. 3 della Costituzione Italiana:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Il lodo Alfano, che rende le 4 più alte cariche dello Stato non punibili ai termni di legge, viola l'art. 3 della costituzione italiana ed è quindi incostituzionale, oltre che profondamente ingiusta.

Io la vedo così: se vuoi governare il paese devi essere incensurato, immacolato, e per dimostrarlo DEVI farti processare, non cercare di scappare. Incensurato e impunito sono due cose profondamente diverse. Una volta dimostrata la tua innocenza, vai pure e assolvi il mandato che ti è stato dato dai tuoi elettori. Se però così non fosse e il processo dimostrasse che hai commesso un reato, devi pagarne le conseguenze. E subito.

Ieri, 8 luglio 2008, in piazza Navona a Roma, la manifestazione in piazza era contro il lodo Alfano, provvedimento che rende 4 cittadini diseguali agli altri di fronte alla legge, ed in particolare uno di questi.

Oggi, 9 luglio 2008, della manifestazione di piazza Navona le principali testate giornalistiche hanno detto tutto, tranne che di cosa si è parlato. Hanno detto:
  • che è stato offeso il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,
  • che è stato offeso il Papa Joseph Ratzinger aka Benedetto XVI,
  • che è stata offeso il ministro per le pari opportunità Mara Carfagna.
Ora, senza entrare nel dettaglio, quanto è stato detto in piazza (leggi l'articolo sul Corriere) potrà anche essere considerato un'offesa, ma il punto è un altro:

20.000 persone non sono andate in piazza a Roma di martedì, prendendo ferie e permessi dal lavoro, per insultare Napolitano, Benedetto XVI o la Carfagna!

I giornali non hanno detto di che cosa si è parlato in realtà!
Si è parlato di:
  • Legalità
  • Lodo Alfano
  • Costituzione
  • Silvio Berlusconi
  • Partecipazione popolare
  • Opposizione
  • Alternanza Berlusconi - sinistre
E' quindi chiaro che i tele/giornali hanno distorto completamente il senso della giornata.

Non ci credete? Verificate voi stessi, su youtube ci sono tutti gli interventi. Eccoli:
Quello che mi importa è che io ed altre persone eravamo lì, con il nostro corpo a farci contare, con la nostra voce ad alimentare i cori e le ovazioni, con il nostro entusiasmo a farci rispettare.

Annullata la GITA SU ROMA del 25 luglio 2008

Beppe Grillo fa sapere attraverso il suo blog che la "Gita su Roma" di cui avevo parlato qualche post fa, è stata annullata dalla questura, che ha proposto comunque un percorso alternativo.

I Meetup degli amici di Beppe Grillo a livello nazionale stanno votando un sondaggio per decidere se organizzare comunque la manifestazione seguendo il percorso alternativo fornito dalla Questura, oppure rinunciare.

Io sono andato ieri alla manifestazione dell'8 luglio 2008 a Roma promossa da Italia dei Valori, con Antonio Di Pietro, Marco Travaglio, Beppe Grillo (telefonicamente), Sabina Guzzanti, Paolo Flores d'Arcais, il maestoso Moni Ovadia e tanti altri.

E' stata un'esperienza molto piacevole e benefica, a partire dal viaggio in pullman. Scriverò presto un post su questo argomento. Stay tuned.

5 luglio 2008

4 luglio 2008

Ma va? I biocarburanti fanno aumentare il prezzo del cibo!

Non serviva avere una laurea in economia per capire che se coltivi la terra per produrre carburante anziché cibo, il cibo diminuisce ed il suo prezzo aumenta.

Il 'Guardian' divulga un rapporto riservato dell'organismo internazionale
"I carburanti di origine vegetale pesano per il 75% nel boom dei prezzi"

Biofuels, la Banca Mondiale accusa "Causano i rincari degli alimentari"

Il documento tenuto nel cassetto per non creare attriti con gli Stati Uniti
Secondo la Fao, rispetto al 2007 soffrono la fame 50 milioni di persone in più
E' la legge della domanda/offerta. Se più persone vogliono poche cose, le cose aumentano di prezzo.

E pensare che adesso i vegetali voglio usarli anche per produrre energia.

In Emilia-Romagna vogliono costruire OTTO "centrali a biomasse", dove per biomasse non si intendono gli scarti di agricoltura (ramaglie, sterpaglie) come si intendeva inizialmente per biomasse, le "centrali a biomasse" che intendono fare bruceranno vegetali coltivati apposta per essere bruciati, e molte volte per coltivarli si disboscano foreste, liberando gigatonnellate di CO2 in atmosfera, rovinando ecosistemi, espropriando altri animali dal loro habitat, portandoli alla morte.

Prima tra tutte in questo scempio è Unigrà, azienda sita a Conselice (RA) che tratta grassi animali e vegetali (tra cui l'olio di palma) per l'industria alimentare (anche per Ferrero) che ha creato una centrale del suddetto tipo nell'assenso generale di ARPA, Regione Emilia-Romagna, e comune di Conselice. Perché nessuna di queste istituzioni ci tutela? Se li sono comprati tutti?

Ma sta arrivando il nostro video-documentario sulla centrale e su tutto quello che ci sta dietro... stay tuned.

La recessione è iniziata

Consumi, crisi profonda "A maggio -2,7 per cento"

ROMA - In Italia si tira la cinghia e si acquista sempre meno. A maggio l'Indicatore dei Consumi di Confcommercio registra una riduzione del 2,7% delle quantità rispetto allo stesso mese del 2007. E' il settimo segno negativo consecutivo ed ha portato ad una flessione dell'1,9% nei primi cinque mesi dell'anno, contro un +1,1% dello stesso periodo del 2007. Per Confcommercio "questo dato fa sfumare definitivamente l'ipotesi di uscire entro breve da una crisi ormai strutturale, profonda" e rafforza la previsione di crescita italiana che nel 2008 sarà "prossima allo zero".

In calo sono soprattutto auto e benzina, ma anche cibo e vestiti. Rispetto all'anno precedente, sono crollati del 13,5% gli acquisti di beni e servizi per la mobilità - un capitolo nel quale sono inserite auto e moto, ma anche benzina e biglietti aerei - ma cala anche la quantità di alimentari comperati (-3,3%), quella dei beni e dei servizi ricreativi (-4,9%), quella di abbigliamento e calzature (-2,3%), e l'acquisto di beni e servizi per la casa (-1,2%) che riguardano non solo gli elettrodomestici (che sono in lieve crescita) ma anche le bollette della luce.

Anche i consumi di beni per la comunicazione, che continuano a segnalare una crescita del 6,9%, mostrano i primi sintomi di rallentamento. Gli italiani invece non riducono la spesa per alberghi e pasti fuori casa (+0,4%) e quella dei beni e servizi per la cura della persona (+2,8%).

Cacchio, però, ci azzecca anche per me. La verdura ho smesso di comprarla perché ho l'orto, e la frutta non risulta perché non l'ortolano non mi fa mai lo scontrino. La benzina l'ho ridotta iniziando ad andare in bici a lavorare, alle riunioni del Meetup, a fare la spesa, brevi gite domenicali. Comunicazione in crescita, infatti ho appena deciso di comprare un iPhone. L'unico punto per cui l'articolo non ci becca è "cura della persona", non ho mai speso molto in quel settore, a parte il parrucchiere ogni paio di mesi... :)

Scherzi a parte: la gente ci sta sempre più stretta e ha visto che la benzina è andata a 3.000 lire, così ha iniziato a risparmiare. Secondo me è un segno positivo, perché la gente riacquista consapevolezza, voglia di stare insieme, di partecipare, di unirsi.

1 luglio 2008

25 luglio, gita su Roma: prenota il tuo posto il pullman



Grazie ad un'iniziativa del Meetup degli Amici di Beppe Grillo di Bologna, è possibile andare a Roma e partecipare alla Gita su Roma, con soli 25 euro (andata e ritorno!) a persona.

GITA SU ROMA 25 LUGLIO: PRENOTA QUI IL TUO POSTO IN PULLMAN

26 giugno 2008

Gita su Roma

Dal post Gita su Roma del blog di Beppe Grillo:

Il 25 luglio ci sarà la Gita su Roma. Il percorso si snoderà attraverso le sedi dei partiti espropriatori di democrazia. Le vie della capitale sorde e grigie ridotte a un bivacco di manipoli dallo psiconano si riempiranno di colori. Via della Scrofa (AN), via dell’Umiltà (PDL), Piazza Sant’Antanastasia (PDmenoelle), Via Due Macelli (UDC), uno spettacolo. Chi partecipa alla Gita dovrà farlo a piedi o con mezzi non motorizzati. L’unico limite è la fantasia. Biciclette, risciò, pattini, monopattini, a dorso di mulo, con una slitta trainata da San Bernardo o con una carrozzella romana.
Durante la Gita saranno distribuiti alla popolazione di Roma volantini contenenti tutte le porcate sulla Giustizia approvate dal Gran Consiglio (l’ex Consiglio dei ministri) dello psiconano e i suoi effetti catastrofici sulla sicurezza degli italiani.


Facciamo sentire la nostra voce, facciamoci vedere, contiamoci.
Io ci sarò, e ci sarà il Meetup di Bologna, come spero tantissimi Meetup italiani.

Ci si vede là?

Senza ritegno

(ANSA) - ROMA, 26 GIU - Per il Pdl si potrebbe andare in tempi brevi all'approvazione del lodo, se il Pd lo votasse, senza passare per la sospensione dei processi. A sostenerlo e' il deputato del Pdl, Gaetano Pecorella. 'Se a fine settembre -spiega- Berlusconi si trovasse con una condanna per una pena molto grave, difficilmente potrebbe continuare a governare. 'Quindi -dice- o si corre questo rischio, che per il Paese sarebbe un disastro, o si approva una legge che sospende i processi per le alte cariche dello stato'.

Fonte

Ribadisco: "O si corre questo rischio, che per il Paese sarebbe un disastro, o si approva una legge che sospende i processi per le alte cariche dello stato".

Non fa una piega.

Come può essere che in Italia sta succedendo tutto questo, sotto gli occhi di tutti?
Sono giunto ad una conclusione: è colpa nostra. Di noi italiani. Di tutti e due i tipi di italiani, sia di quelli che leggono le notizie (quelle vere), sia di quelli che non le leggono.

E' colpa di quelli che non le leggono, perché non si decidono a leggerle. Perché sono pigri, generalmente benestanti. Perché stanno bene così, con la partita di calcio sul TV 42", la macchina grossa, le vacanze in agosto e il mare alla domenica. E magari influenzati dalla TV che, si sà, è controllata direttamente o indirettamente da lui.

Ma è colpa anche di quelli che le leggono, perché quando leggono certe notizie e si disperano, poi ragionano con la mentalità del vinto. Tele-lavaggio del cervello? Forse. Fatto sta che anche questi italiani meno pigri arrivano a pensare che non possiamo fare nulla per il nostro paese, e non fanno nulla.

Sono certo che ci gode, lui, a farci queste porcate davanti agli occhi. Ci gode perché capisce di averci rimbecillito tutti, in 15 anni dalla sua discesa in campo.

Cosa faccio io? Agisco localmente, collaboro con associazioni, partecipo alle riunioni degli amici di Beppe Grillo (Meetup), faccio informazione e trasmetto il seguente messaggio:

Siamo noi i padroni di quei signori là. Se non ci fossimo noi a pagarli, loro non esisterebbero. E loro lo sanno, ma non hanno più paura di noi perché sanno di averci rincoglionito. Ci tengono in coma assistito. E' arrivato il momento di risvegliarci, di andare in piazza anche da soli, parlare con gli altri ed ascoltare, agire, manifestare, unirci, partecipare.

Senza la nostra reazione, a quei signori là è concesso tutto.
La nostra salvezza siamo noi. Salviamoci.


PS: Ecco la prima occasione per tirare fuori le palle: Gita su Roma

25 giugno 2008

Jeremy Rifkin sul futuro dell'energia e la terza rivoluzione industriale.



Ho letto il libro di Jeremy Rifkin e proprio oggi l'ho prestato ad una mia collega (coincidenza).

Le parole di Jeremy danno speranza. I nostri politici no. Neanche Veltroni. Bisogna ricostruire la classe politica prima di fare la terza rivoluzione industriale. E per farlo dobbiamo anche liberarci dalla mafia, così contigua alla politica.

Ce la faremo?

Io credo di sì, ma dobbiamo impegnarci tutti, come fa Beppe, come fanno i Meetup. Mettersi in gioco, scendere in campo, in prima persona.

Marco Travaglio racconta 15 anni di Berlusconismo in 28 minuti

Incredibile, shockante, inaudito.

Marco Travaglio spiega 15 anni di Berlusconismo con la semplicità della narrazione di una favola.



Dedicato a tutti coloro che hanno votato Silvio Berlusconi, ed a quelli che non lo voteranno mai (più).

Fa impressione ripercorrere la storia perché essa fa risaltare il genio di un uomo che ha capito come arricchirsi e governare questo Paese facendo leva sul potere mediatico della televisione.

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PS: Dopo questo, penso che venderò la mia TV su Ebay. Molto meglio un monitor 24" collegato ad un Mac Mini.

22 giugno 2008

Al cittadino non far sapere quali sono i delitti del potere

Segnalo questo video di Marco Travaglio.



Non dobbiamo consentire al governo di fare questa legge per occultare la Verità. L'unico modo di fermare il governo è parlare con amici, colleghi, parenti di questo scempio.

Dovremmo poi organizzarci e scendere in piazza, manifestare... ma come organizzarci, e quando? Come facevano i nostri nonni senza internet ad andare in piazza tutti insieme, come sceglievano la data, la città... ? Non lo so... noi abbiamo internet, possiamo comunicare molto più velocemente, ma ci manca un leader popolare... o forse ce l'abbiamo.

Beppe, pendiamo dalle tue labbra...

Restate aggiornati, tutti i lunedì dalle 14:00 in poi diretta video di Marco Travaglio sul Blog di Beppe Grillo. O leggete semplicemente il Blog di Marco Travaglio.

19 giugno 2008

Ritratto dell'Italia

Per quelli di voi che leggono questo blog ma non leggono abitualmente il blog di Beppe Grillo, riporto un ritratto dell'Italia, tracciato da Beppe Grillo nel post Il triangolo no e che ritengo si avvicini molto, moltissimo alla realtà.

L’uomo moderno è uno e trino. Cittadino, consumatore, azionista. In percentuali diverse. In Italia, come in gran parte del mondo, prevale il consumatore, segue l’azionista e poi viene il cittadino. Le tre personalità sono in conflitto permanente tra loro, una schizofrenia latente. Il prodotto deve costare poco, chi lo produce deve distribuire alti dividendi, ma l’azienda non deve inquinare, creare precariato, morti sul lavoro, distruggere le relazioni sociali, le comunità locali. Il falso in bilancio non è più considerato come problema, si fa direttamente il bilancio falso per non perdere tempo. Se la scelta su chi essere, se il dottor Jekill o mister Hyde, è lasciata all’italiano, questi si trasformerà in Hyde. Il cittadino Jekill si occupa della cosa pubblica, il consumatore e azionista Hyde preferisce i soldi. Pagare di meno, consumare e incassare di più è il primo articolo non scritto delle nostra Costituzione.

Hyde si irrita se gli ricordi chi è: un fallito sociale. Usa le parole magiche che ha imparato a memoria. Il libero mercato che si autoregola (fino all’esaurimento delle risorse), la finanza globale (senza controlli da parte degli Stati), il capitalismo glorioso apripista della democrazia (falso, la Cina ha libertà economica, ma non politica).

Lo Stato dovrebbe proteggere il cittadino con le leggi, con i controlli, ma non può più farlo. I suoi elettori non sono i cittadini, ma i gruppi economici che ne influenzano le opinioni attraverso i media. I suoi rappresentanti in Parlamento non hanno come priorità l’equità sociale, ma l’ubbidienza cieca e assoluta ai partiti che li hanno nominati. Le Authority di controllo sono enti diretti da trombati politici al guinzaglio corto. E’ uno Stato che si è fatto mercato della cosa pubblica. Che fa concessioni ai suoi amici, spesso anche al governo senza soffrire di crisi di identità.

Hyde segue il pifferaio magico e invece di fare i soldi si indebita. La maggior parte della ricchezza è concentrata nel 3% delle popolazione. La nuova povertà è invece diventata epidemica. Le concessioni statali, radiotelevisioni, autostrade, acqua (roba nostra) sono un lucroso affare privato tra aziende, Benetton, Impregilo, Mediaset e partiti azienda, PDL e PDmenoelle. Una democrazia con il trucco, un gioco delle tre carte in cui chi crede di vincere perde sempre. Il mazziere è lo Stato, i mazziati gli italiani.

18 giugno 2008

Terza Repubblica? No, seconda Dittatura.

Da Wikipedia, Dittatura:
La dittatura è una forma autoritaria di governo in cui il potere è accentrato in un solo organo, se non addirittura nelle mani del solo dittatore, non limitato da leggi, costituzioni, o altri fattori politici e sociali interni allo stato.
Benvenuti nella Seconda Dittatura italiana.

Questa è più efficace della prima perché più sottile e subdola, poiché lascia che gran parte degli italiani credano di essere ancora in democrazia, attraverso un'informazione guidata in grado di mantenerli in coma assistito.

Ecco però alcuni sintomi:
  • Carcere a chi manifesta contro le discariche
  • Segreto di stato sulla posizione di discariche tossiche e radioattive
  • Militari nelle strade in mezzo ai civili
  • Sanzioni e (e, non o) carcere a chi pubblica intercettazioni telefoniche
  • Impunità alle alte cariche dello stato
Cosa altro ancora dobbiamo aspettarci? Quanto ancora possiamo sopportare?

17 giugno 2008

Sono molto Marcotravagliato

Riporto 2 post di Marco Travaglio sul suo blog Voglio Scendere.



Disobbedire

Disobbedire se resterà l’ultima strada. Se il futuro che ci aspetta sancirà le nuove leggi del terzo governo Berlusconi, che è uguale al primo e al secondo, con buona pace di chi (non noi) si aspettava la stagione dello statista da consegnare alla Storia. Come se un miliardario di 72 anni potesse cambiare qualcosa, una virgola o un capello, delle proprie ossessioni e privilegi e prepotenze.
Dunque niente intercettazioni e niente notizie. Magistrati nella rete. Giornalisti in galera. Politici schermati dalla legge. Periferie presidiate. Campi nomadi circondati. Clandestini passibili di arresto. Carceri sempre più piene di soli poveracci: tossici, extracomunitari, gli ultimi dell’ultimo girone.

Mai più un banchiere molestato da indagini. Mai più un primario, né una clinica. Mai più un fabbricante di strade e di ponteggi pericolanti. Mai più i trafficanti di calciatori, di bond argentini e di sub prime. Mai più scalatori di banche e di assicurazioni.

Giornali e giornalisti obbligati al silenzio. Editori passibili di immediati ricatti, con perigliose battaglie legali, ritorsioni economiche, guerriglie normative senza fine. Oppure gentilmente blanditi dalle dolcezze del quieto vivere. E dal veleno di dossier (veri o falsi) ma ugualmente clandestini e clandestinamente compilati per allestire ricatti ideati da tutti gli spioni disponibili nei sottofondi della repubblica.

Disobbedire. Scrivere quel che si riesce (e riuscirà) a sapere. Usando i propri giornali se ci stanno, oppure l’ovunque planetario della Rete, oppure il ciclostile. Non piegare la schiena. Non rinunciare neanche un po’ a essere liberi.


Arrestateci tutti. Disobbedire per informare

Annuncio fin d’ora che continuerò a informare i lettori senza tacere nulla di quel che so. Continuerò a pubblicare, anche testualmente, per riassunto, nel contenuto o come mi gira, atti d’indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come ritengo giusto e doveroso al servizio dei cittadini. Farò disobbedienza civile a questa legge illiberale e liberticida. A costo di finire in galera, di pagare multe, di essere licenziato.

Al primo processo che subirò, chiederò al giudice di eccepire dinanzi alla Consulta e alla Corte europea la illegittimità della nuova legge rispetto all’articolo 21 della Costituzione e all’articolo 10 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo e le libertà fondamentali (“Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche…”, con possibili restrizioni solo in caso di notizie“riservate” o dannose per la sicurezza e la reputazione).

Mi auguro che altri colleghi si autodenuncino preventivamente insieme a me e che la Federazione della Stampa, l’Unione Cronisti, l’associazione Articolo21, oltre ai lettori, ci sostengano in questa battaglia di libertà. Disobbedienti per informare. Arrestateci tutti.

Marco Travaglio

4 giugno 2008

La battaglia di Franco Battaglia

Ancora un episodio di disinformazione italiana mirata a condizionare le idee delle persone che credono di essere informate e, invece, sono pilotate. Benvenuti nella nuova dittatura repubblicana.




Cambia stagione, cambia governo ma non cambia la tradizione di sparare "giornalate" contro l'agricoltura biologica.

Stavolta l'evento da arginare forse è il congresso mondiale di IFOAM che si svolgerà a Modena tra pochi giorni. La città parlerà di biologico per una settimana, i più importanti scienziati esperti dell'argomento si confronteranno sul sistema di produzione, sui limiti e sulle sue potenzialità.

Franco Battaglia dalle pagine del quotidiano "Il giorno", scrive due articoli datati 20 e 27 maggio, sparando i seguenti titoli per mettere in guardia contro i prodotti biologici: "Così cade l'ultima bugia ambientalista", "I cibi biologici? Sono un pericolo".

Ormai siamo abituati, stavolta non denunceremo il giornale, ci limitiamo a rispondere all'articolo evidenziando che quello che viene detto è la solita storia che lega l'agricoltura biologica a prodotti inquinati, dove il letame distribuito sul campo prima della lavorazione del terreno passa come più pericoloso di un fertilizzante (che già sulla confezione ha il simbolo di prodotto tossico) distribuito direttamente sulle piante. 

Sono le solite sparate giornalistiche che servono per preparare il terreno al futuro lancio degli OGM. Nell'articolo si parla anche di energie solare come una minaccia per la sopravvivenza di 6 miliardi di persone. Questo conferma l'obiettivo dell'articolo: preparare i lettori ad accettare con entusiasmo il nucleare e gli OGM che finalmente potranno trovare i meritati consensi nella popolazione italiana.

Mi spiace caro Franco Battaglia, ma non ci stiamo e con noi ci sono ancora molte persone che credono in un'agricoltura pulita e sperano in un domani per le generazioni future, persone che informandosi correttamente non si faranno ingannare. Articoli come quello di Battaglia certamente servono a vendere un giornale in più (io per esempio l'ho dovuto comprare per poter rispondere), ma spero gli si rivoltino contro facendo pensare seriamente le persone su cosa ci stanno preparando per il futuro.

Un grazie invece al Comune di Modena, che come dice Battaglia investe per introdurre i cibi biologici nelle mense per lo meno per bambini e malati.

Per il Ctpb 
Marco bignardi

3 giugno 2008

Nuovi impianti ed energia prodotta - L'eolico ha sorpassato il nucleare


Nel 2007 tutti e due i dati a favore del vento. E tra il 2008 e il 2012
la produzione effettiva sarà di due volte e mezza superiore
Nuovi impianti ed energia prodotta
L'eolico ha sorpassato il nucleare
Negli Stati Uniti, il 30 per cento della potenza installata viene dall'eolico
In attesa dei reattori di quarta generazione il contributo dell'atomo scenderà

di ANTONIO CIANCIULLO

ROMA - Il 2007 è stato l'anno del sorpasso: a livello globale, dal punto di vista dei nuovi impianti, l'eolico ha battuto il nucleare. L'anno scorso sono stati installati 20 mila megawatt di eolico contro 1,9 mila megawatt di energia prodotta dall'atomo. E' un trend consolidato da anni e destinato, secondo le previsioni, a diventare ancora più netto nei prossimo quinquennio. Ma non basta. Per la prima volta l'eolico ha vinto la gara anche dal punto di vista dell'energia effettivamente prodotta. I due dati non coincidono perché le pale eoliche funzionano durante l'anno per un numero di ore inferiore a quello di impianto nucleare e dunque, a parità di potenza, producono meno elettricità.

(Vedi tabella in cima a questo post)

"La novità è che, anche tenendo conto di questo differenziale di uso, nel 2007 l'eolico ha prodotto più elettricità del nucleare", spiega Gianni Silvestrini, direttore del Kyoto Club. "E gli impianti eolici che verranno costruiti nel periodo 2008 - 2012, quello che chiude la prima fase degli accordi del protocollo di Kyoto, produrranno una quantità di elettricità pari a due volte e mezza quella del nuovo nucleare. Se poi nel conto mettiamo anche il solare fotovoltaico e termico possiamo dire che, tra il 2008 e il 2012, il contributo di queste fonti rinnovabili alla diminuzione delle emissioni serra sarà almeno 4 volte superiore al contributo netto prodotto dalle centrali nucleari costruite nello stesso periodo".

La tendenza è consolidata anche dal risveglio del gigante americano. Il 30 per cento di tutta la potenza elettrica installata durante il 2007 negli Usa viene dal vento e il dipartimento federale dell'energia prevede che entro il 2030 l'eolico raggiunga negli States una quota pari al 20 per cento dell'elettricità creando un'industria che, con l'indotto, darà lavoro a mezzo milione di persone. E' un dato in linea con l'andamento di paesi europei come la Danimarca (21 per cento di elettricità dall'eolico), la Spagna (12 per cento), il Portogallo (9 per cento), la Germania (7 per cento).

Nonostante le scelte dell'amministrazione Bush, che ha incentivato con fondi pubblici la costruzione di impianti nucleari, negli Stati Uniti l'energia dall'atomo resta invece ferma, sia pure a un considerevole livello, da trent'anni: l'ultimo ordine per una nuova centrale risale al 1978. Nell'aprile scorso sono stati annunciati impegni per 38 nuovi reattori nucleari, ma è molto probabile che il numero scenda drasticamente, come già è avvenuto in passato, nel momento in cui si passa alla fase dei conti operativi: le incertezze legate ai costi dello smaltimento delle scorie, ai tempi di realizzazione e allo smantellamento delle centrali a fine vita hanno rallentato la corsa dell'atomo.

In attesa della quarta generazione di reattori nucleari, che però deve ancora superare scogli teorici non trascurabili e non sarà pronta prima del 2030, le stime ufficiali prevedono una diminuzione del peso del nucleare nel mondo. La Iea (International Energy Agency) calcola che nel 2030 la quota di elettricità proveniente dall'atomo si ridurrà dall'attuale 16 per cento (è il 6 per cento dal punto di vista dell'energia totale) al 9-12 per cento.

(23 maggio 2008)

Fonte: Repubblica

Siamo salvi: il Tricolore non si tocca

In questi giorni in cui chi è “normale” si è goduto, magari meritatamente, un weekend lungo, io mi sono fatto un po’ di conferenze in giro per l’Italia e, in tutto il tempo che ho passato in viaggio e in qualche incontro istituzionale mi sono sorbito le esternazioni di chi cantava le lodi della nostra Costituzione ormai ultrasessantenne.

Lo devo confessare senza troppi preamboli: ne ho le scatole piene. In tutta questa valanga di retorica dolciastra a nessuno è venuto in mente di far notare come questo testo, di cui io sono un estimatore, diventi in misura inesorabilmente crescente un esercizio tecnico puramente teorico di come dovrebbero essere le cose ma le cose non sono.

A nessuno è venuto in mente di constatare come siamo ormai immersi fino al collo, e per nostro volere, in una dittatura di casta costruita con pazienza da tutti i governi che si sono succeduti dalla cosiddetta Seconda Repubblica in poi con Destra e Sinistra sedute ad ingrassarsi allo stesso tavolo. A nessuno è venuto in mente di dirci che della Costituzione ci si fa beffe.Senza voler entrare troppo nei particolari, se non altro per motivi di spazio e per non roderci troppo il fegato, vorrei far notare come già l’articolo 1 desti qualche perplessità.

“L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”

Lasciando da un canto la storiella della sovranità popolare, mi piacerebbe sapere come, restando nel campo di cui mio malgrado mi occupo, si possa giustificare l’uso di inceneritori che danno lavoro ad una manciata di persone quando, applicando i metodi di trattamento dei rifiuti di San Francisco, oltre a non inquinare e a far soldi (ahimé non per i politicanti) si offrirebbe di che vivere ad almeno 30 o 40 volte più persone. Magari i sindacati piromani, quelli che per ragioni a me ignote mi contrastano, rispondano.

Articolo 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge…” Chi ha sostenuto un concorso universitario vedendosi regolarmente sopravanzato da un consanguineo, compagno di letto o socio d’affari di “qualcuno che conta” provi a chiedersi ragione di questo dettato. Ma, al di là dell’università, che resta una piaga ingravescente della nostra Italia, di esempi di articolo 3 violato se ne potrebbero fare a centinaia.

Andando all’articolo 9, personalmente ci trovo una certa vis comica: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.”. Ma qui entrerei nel personale e lascio perdere. Intanto saluto le migliaia di ragazzi che prestano la loro opera di scienziati all’estero rendendo sempre più competitivi i nostri concorrenti e saluto pure quei nostri accademici che credono di fare ricerca.

Misterioso, poi, mi resta l’articolo 11: “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…” Se qualcuno, alla luce di quanto prescritto dalla Costituzione, mi spiegherà che cosa facciamo con i carri armati in giro per il mondo sarò lieto di apprenderlo. Ma forse è come per gl’inceneritori che, ribattezzati “termovalorizzatori”, diventano innocui. Chiamiamo la guerra “missione di pace” e tutto sarà per forza nominalistica risolto.

Articolo 21: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure…” A me non consta, ma, forse, la mia esperienza è del tutto personale e costituisce solo un’eccezione indegna di menzione. Censuriamola, dunque. Magari Romano e Silvio ci spiegheranno con parole loro e, va da sé, restando nei ferrei binari della Costituzione, come mai, se ficco il naso negl’inceneritori e ne faccio notare l’insensatezza scientifica ed economica, da qualche settimana rischio la galera.

Saltando al 32, questo ci assicura che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività...” Vogliamo ridere o piangere?

E i gemelli 56 e 58? “La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto,” dice il primo e “I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto…” il secondo. Qualcuno ha scritto il nome di un deputato o di un senatore sulla scheda elettorale?

Ma non voglio annoiare oltre i miei lettori.Insomma, spulciando i 139 articoli ci sarebbe davvero di che disperare.

Questo se non per l’articolo 12 che ci rassicura: i nostri diritti restano comunque fondati saldamente sulla roccia e “La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.”

Scritto da Stefano Montanari (www.stefanomontanari.net)

Per qualche spicciolo in più

30 maggio 2008 – Il decreto fiscale "Disposizioni urgenti per salvaguardare il potere d'acquisto delle famiglie", approvato dal governo nei giorni scorsi a Napoli, e pubblicato mercoledì in Gazzetta Ufficiale (n. 124 del 28-5-2008) ha una mano lunga con le famiglie e una corta con il clima. Anzi cortissima.

Se da un lato, infatti, toglie ai cittadini il fardello dell'ici (l'imposta comunale sugli immobili) per la prima casa, dall'altro raggranella gran parte dei soldi necessari a pagare il provvedimento dai fondi stanziati dal precedente governo a tutela del clima e dell'ambiente.

Nell'articolo 5, riguardante la "Copertura finanziaria", vengono individuate le risorse per finanziare il provvedimento. E così, nell'allegato a cui si rimanda, si scopre che sotto la falce del governo cadono fondi come "Un centesimo per il clima", istituito dalla finanziaria 2008 – all'articolo 2 commi 344-347 – e a cui era stato assegnato 1 milione di euro per il 2008.

La stessa sorte tocca al fondo per la "forestazione e riforestazione" (legge finanziaria 2008, art. 2 commi 335-338) al quale erano assegnati 50 milioni di euro per gli anni 2008-2009-2010; e all'interno di esso viene eliminato il fondo collegato di 2 milioni di euro annui (previsto dal comma 336 della legge finanziaria) destinato all'istituzione e alla gestione del Registro nazionale dei serbatoi di carbonio e alla gestione dell'Inventario nazionale delle foreste di carbonio, una misura direttamente collegata all'attuazione del Protocollo di Kyoto che avrebbe consentito di tagliare ogni anno dal computo finale delle emissioni del paese ben 10,2 milioni di tonnellate di Co2 assorbite dal nostro patrimonio forestale.

Altri tagli toccano al fondo per l'istituzione e il finanziamento di nuove aree marine protette (istituito con la legge finanziaria 2008, art. 2 comma 328, che prevede 5 milioni di euro per il 2008), al monitoraggio del rischio sismico (comma 329, 1,5 milioni di euro per il 2008, 2009, 2010), alla difesa del suolo nei piccoli comuni (comma 331, 5 milioni di euro per il 2008), alla ristrutturazione e ammodernamento della rete idrica comma 333, 30 milioni per il 2008, 20 per il 2009 e 20 per il 2010), alla fauna selvatica e per la repressione dei reati in danno agli animali (commi 382-384, 3 milioni 2008-2010).

E ancora: al trasporto pubblico locale (art. 1, commi 304-305, ovvero 353 milioni di euro dal 2008 al 2010), al trasporto verde nei centri storici (art. 1, comma 321, 12 milioni di euro dal 2008-2010), allo sviluppo delle isole minore per misure legate al trasporto sostenibile, all'energia e alla qualità della via (art. 2, comma 41-42, 60 milioni all'anno 2008-2010), al fondo per la promozione di azioni positive in favore di filiere produttive agricole esenti da contaminazioni da OGM (comma 177, 2 milioni di euro per il 2008).

Via XX settembre ha bloccato anche il fondo per l'efficienza energetica e la riduzione delle emissioni delle navi (comma 210, 11 milioni di euro in tre anni).

Addio anche agli incentivi per lo spostamento del traffico pesante verso il trasporto marittimo, ben 221 milioni di euro in tre anni. E anche la tutela ambientale contro gli ecomostri è rinviata a data da destinarsi: i soldi per la demolizione, 15 milioni all'anno sino al 2010, sono stati bloccati. Tagli persino all'Autostrada A3 Salerno-Reggio (commi 234-235, 49 milioni di euro nei prossimi tre anni).

In totale 803 milioni di euro per l'ambiente e la qualità della vita sfumati via. Ma che consentiranno ai cittadini di avere qualche spicciolo in più in tasca per una pasta al bar o un caffè.

(fonte Zeroemission.tv)